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31 maggio 2014. Olio e pigmento su tela, 196×154 cm, 2014

Ispica 1964. Dopo gli studi tecnici in Sicilia, si trasferisce a Venezia dove frequenta l’Accademia di belle arti. Quindi passa a Torino dove negli Anni Novanta, dopo una fase di installazioni, comincia a riflettere sulla pittura, che negli Anni Zero abbraccia con grande sapienza amatoria pur continuando a frequentare (è un poligamo) la scultura, la scrittura e il video. Dal 2007 vive a Firenze.

Questa pittura di Lauretta non si riallaccia a quella che fa i conti con la fotografia, ma è fotografica e iperrealistica nel senso piuttosto di Jean Baudrillard, cioè della sparizione non del mondo che ritrae ma di noi nel mondo, immagine squillante della realtà che fa a meno di noi. Io credo che questo effetto i dipinti di Lauretta lo ottengano attraverso il particolare contrasto che li caratterizza tra la lusinga iperreale della figurazione, del colore, dell’immagine ben decifrabile, e qualcosa che ogni volta è strano, fuori fase, una distorsione della figura, un’acidità dei colori, un dettaglio, una sovradeterminazione, una metafora; tra la seduzione della pittura e qualcosa che la disturba, la distrae.
– Elio Grazioli –

 

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Dentro di te matura un nuovo romanzo (Autoritratto nei giardini della Biennale di Venezia). Olio su tela, 161×121 cm, 2012

 

Francesco Lauretta, Ritratto di famiglia vicentina (vivi e morti)

Ritratto di famiglia vicentina (vivi e morti)

 

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Esercizio II. Olio e pigmento su tela, 158×198 cm, 2013